L’ITALIA IN VOLO

Abbiamo visto nella scorsa puntata come nel ruolo della comunicazione moderna, telefono e radio, il nostro paese abbia giocato un ruolo fondamentale, ma non ci si ferma solo a questo settore della scienza e innovazione tecnologica.

Motori a Elica, perché no?

Se nel campo delle telecomunicazioni e, in futuro, dell’elettronica l’Italia ha prodotto importanti innovazioni, in quello dei trasporti ha giocato un ruolo forse ancora più determinante. In tutti i settori. È il 1877 quando Enrico Forlanini, da poco laureatosi in ingegneria al Politecnico di Milano, costruisce un apparecchio a eliche in grado di sollevarsi da terra. È un antenato dell’elicottero, il cui progetto viene abbandonato da Forlanini per realizzare nel 1905, una particolare imbarcazione dotata di ali che, superata una certa velocità, solleva lo scafo dall’acqua, all’inizio si chiama idroplano, ma successivamente diventerà famoso come aliscafo. Evidentemente Forlanini pensò che in quegli anni in un paese che ha più di 8’000 km di coste, potersi muovere rapidamente via mare, migliorando notevolmente i trasporti già esistenti, potesse essere più utile in quel determinato momento storico, comunque sia da li a poco sarebbe sopraggiunto qualcuno che ereditò i suoi studi sul motore a elica per riprenderli e creare un qualcosa di completamente nuovo.

L’Elicottero è Italiano

Il destino dell’elicottero? Sarà l’ingegnere abruzzese Corradino D’Ascanio, diversi anni dopo, a completare l’opera, ispirato dall’osservazione degli ortotteri, gli insetti che per la loro massa e la dimensioni delle ali non potrebbero volare, progetta e brevetta, nel 1929 un “elicottero a stabilità automatica e comandata”. In pratica, un telaio di tubi di acciaio, con due rotori, lungo 13 metri e pesante 800 kg, che si solleva per oltre 8 minuti, percorrendo più di un chilometro in linea retta. Tutti record per l’epoca, eppure per diversi motivi, compresi alcuni contrasti tra D’Ascanio e i suoi finanziatori, il DAT3 ,così si chiama il prototipo, resta un pezzo da museo e l’invenzione cercherà per poi trovare maggiori fortune all’estero. Il successo toccherà comunque D’Ascanio, inventore geniale ed eclettico: arriverà a sorpresa grazie a un altro “insetto”, ma prima dovrà passare qualche decennio.

L’Elicottero è Italiano
L’Elicottero è Italiano

Nel frattempo, e siamo agli anni che precedono il Secondo conflitto mondiale, nel nostro Paese è un susseguirsi di idee geniali, talvolta destinate semplicemente a migliorare la vita quotidiana, non solo in Italia, ma anche all’estero. Alcuni esempi? Nel 1924 vede la luce la prima vera autostrada della storia quella “dei Laghi”, concepita dall’ingegner Piero Puricelli allo scopo di collegare Milano a Varese, Como e Sesto Calende con un percorso rettilineo, privo di incroci e passaggi a livello, mentre risale al 1933 un’invenzione che rivoluzionerà il modo di preparare il caffè in casa: è la moka, la mitica macchinetta a pianta ottagonale ideata dal titolare di un’officina per la produzione di semilavorati in alluminio, il piemontese Alfonso Bialetti.