GLI OSSERVATORI ASTRONOMICI

L’Italia nel mondo è sicuramente famosa per la sua arte, la storia ma non solo, la medaglia ha sempre due facce, una di questa ricorda il proprio passato, l’altra guarda al futuro.

I Centri per Guardare le Stelle

Sono sei, sparsi per la penisola, finestre sul cielo aperte, a certe condizioni, anche al grande pubblico. Ecco i grandi telescopi d’Italia, a partire da quello di Asiago immortalato nell’ultimo film di Giuseppe Tornatore. Da vedere in questo 2016 di grandi scoperte scientifiche dal nord al sud, l’Italia scruta il cielo. Nei luoghi dove lavorano gli astronomi, i sei osservatori dell’Istituto italiano di astrofisica (Inaf) nei quali ci si può avventurare, per vivere la straordinaria esperienza di usare un telescopio e ascoltare dai protagonisti le ultime scoperte sul Cosmo. Questi occhi che guardano il cielo sono sparsi un po’ per tutta l’Italia dalle regioni del nord a quelle più a sud e infine su isole, ci sono quelli più famosi, resi tali dai fatti di cronaca come Torino oppure quello di Asiago famoso per citazioni cinematografiche. Ora ne racconteremo nel dettaglio alcuni, sperando di farvi entrare nel meraviglioso mondo del cosmo.

Alcuni Osservatori Speciali

Alcuni Osservatori Speciali
Alcuni Osservatori Speciali

l’osservatorio di Asiago , Giuseppe Tornatore con il suo La corrispondenza ha portato l’astronomia al cinema. E sullo schermo è apparso il telescopio di Cima Ekar dell’Osservatorio di Asiago dell’Istituto italiano di astrofisica (Inaf). Nelle immagini, la protagonista Amy (Olga Kurylenko) si aggira sotto la cupola mentre il grande occhio punta al cielo all’inizio della notte. Asiago ospita i più grandi telescopi ottici esistenti sul suolo italiano (il più grande è il Copernico, da 182 centimetri), ma l’esperienza di vederli da vicino, di osservare il cielo attraverso le loro lenti e specchi, ascoltare gli astronomi che raccontano le storie degli astri che studiano, è possibile a tutti. All’osservatorio di Asiago strettamente legato all’Università di Padova, che gestisce i telescopi e dove Galileo Galilei ha rivoluzionato l’astronomia e la scienza, si compiono ricerche in particolare sulle supernovae, vale a dire quelle stelle che quando muoiono lanciano il loro ultimo impressionante bagliore. Ma ad Asiago si inseguono anche gli asteroidi, quei piccoli mondi che talvolta si avvicinano pericolosamente alla Terra, e si è impegnati anche nella ricerca di pianeti extrasolari progettando le strumentazioni adeguate.Una sala multimediale consente di immergersi nel fascino del cielo inseguendone i misteri. Oltre Cima Ekar, gli altri telescopi tra cui il più storico (ma ancora usato dagli astronomi) si trovano nell’area dell’Osservatorio vicino alla città dell’altopiano.

Da febbraio inizia la sua attività osservativa anche il più importante osservatorio di radioastronomia esistente in Italia. È il Sardinia Radio Telescope (SRT) costruito a Pranusanguni – San Basilio (Cagliari) dall’Istituto Italiano di astrofisica e dotato della parabola più grande d’Europa: 64 metri di diametro. Gestito dall’Università di Cagliari, il radiotelescopio “ascolta” le onde radio lanciate dagli astri. Ogni stella emette delle radiazioni in diverse lunghezze d’onda e quando si raccolgono, appunto con un radiotelescopio, consentono di scoprire aspetti dell’astro che altri tipi di radiazioni, ad esempio nel campo dell’ottico, non mostrano.